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November 2025

Danno erariale: la legge Foti introduce l’assicurazione obbligatoria

La legge 7 gennaio 2026, n. 1 (cosiddetta legge Foti) ha rivoluzionato la responsabilità amministrativa per danno erariale, rendendo obbligatoria la stipula di una polizza assicurativa per colpa grave per chiunque gestisca risorse pubbliche. Una delle novità più rilevanti è l'ingresso dell'assicuratore nel giudizio contabile come litisconsorte necessario, una previsione che solleva criticità procedurali e dubbi sulla giurisdizione della Corte dei Conti in materia contrattuale. Nonostante la norma introduca un tetto massimo alle condanne (pari al doppio della RAL) e un potere riduttivo flat del 70%, l'impatto sul mercato assicurativo appare incerto: a fronte di una possibile contrazione dei premi e dei massimali, si prospetta un aumento dei costi tecnici e delle spese legali dovute al coinvolgimento sistematico delle compagnie nei procedimenti. La riforma, entrata immediatamente in vigore anche per i giudizi pendenti, manca inoltre di una disciplina su contenuti minimi e sanzioni, rischiando di favorire la diffusione di coperture formalmente adeguate ma concretamente inefficaci.

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Luigi Federico Signorini lascia Ivass: Paolo Angelini nuovo presidente

L'attuale presidente dell'Ivass, Luigi Federico Signorini, ha rassegnato le dimissioni per motivi personali e lascerà ufficialmente i propri incarichi il prossimo 31 marzo. Contestualmente alla sua uscita dal ruolo di direttore generale di Banca d’Italia, il Consiglio superiore ha deliberato la nomina di Paolo Angelini, già vice direttore generale dell'istituto, come suo successore alla guida dell'autorità di vigilanza assicurativa. Il rimpasto di vertice a Palazzo Koch vedrà inoltre l’ingresso di Gian Luca Trequattrini nel ruolo di vice direttore generale. Le nuove nomine diverranno effettive a seguito dell’approvazione con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio e di concerto con il Ministro dell’Economia.

Leggi la notizia (Insurance Daily)​

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Il massacro dello Zong: quando la polizza ignorò l’orrore

Il podcast ripercorre uno dei capitoli più bui della storia assicurativa e marittima: il massacro della nave Zong del 1781. Per incassare l’indennizzo previsto dalle polizze sul "carico", l’equipaggio gettò in mare oltre 130 schiavi africani con il pretesto di una carenza d’acqua che avrebbe giustificato il gettito della merce per salvare la nave. Il caso arrivò davanti ai tribunali non come un processo per omicidio, ma come una disputa assicurativa sul diritto al risarcimento per la perdita della proprietà. Sebbene
inizialmente i giudici diedero ragione agli armatori, l'indignazione sollevata dal caso, grazie all'attivismo di figure come Granville Sharp, divenne il catalizzatore del movimento abolizionista britannico, portando alla luce il paradosso morale di un sistema legale che equiparava esseri umani a merci soggette a liquidazione.

​Leggi la notizia (InsurZine in collaborazione con il MUDA Museo dell’assicurazione)​

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RC Auto: il premio medio sale a 387 euro a dicembre 2025

Secondo gli ultimi dati ANIA relativi a dicembre 2025, il premio medio per la copertura RC Auto (al netto delle tasse) si è attestato a 387 euro, registrando un incremento del 3,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sebbene i prezzi continuino a salire, la crescita mostra un netto rallentamento rispetto ai picchi di metà 2024 e 2023. L'analisi evidenzia dinamiche differenziate per tipologia di veicolo: mentre le autovetture seguono il trend generale (+3,6%), i motocicli e i ciclomotori subiscono rincari più marcati, rispettivamente del 6,1% e del 5,1%. Nonostante la pressione inflattiva sui costi dei sinistri e dei ricambi, il settore sembra avviarsi verso una fase di stabilizzazione, pur mantenendo forti divari territoriali nelle tariffe applicate tra il Nord e il Sud del Paese.

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I trend principali nel settore assicurativo per il 2026

Sulla base dei documenti analizzati, i trend principali che caratterizzano il settore assicurativo per il 2026 delineano un mercato in profonda trasformazione, guidato da tecnologia, nuove sensibilità sociali e rincari tariffari.
L'intelligenza artificiale e il nuovo modello di servizio ibrido Il 2026 segna il passaggio dell'intelligenza artificiale da una fase sperimentale a una generazione di valore reale, con un'adozione su larga scala in ambiti critici come l'underwriting e la gestione dei sinistri. Questa evoluzione tecnologica supporta l'affermazione di un modello ibrido, dove la velocità del digitale (con l'aspettativa di risposte entro un'ora per il 35% dei clienti) si integra con la centralità della figura dell'agente, necessaria per mantenere il rapporto di fiducia richiesto dal 90% degli assicurati.
Rincari nella RC Auto e dinamiche di mercato

Il settore RC Auto continua a essere segnato da una "dinamica di rincorsa": nonostante l'aumento dei premi medi (387 euro a fine 2025), la crescita delle tariffe non ha ancora pareggiato l'incremento dei costi reali dei sinistri, influenzati dall'inflazione dei ricambi (+16,4%) e dei danni alla persona (+18%). Questa pressione sui margini si accompagna a importanti operazioni di rebranding e consolidamento, come la nascita del nuovo marchio unico Helvetia a seguito della fusione con Baloise, operazione volta a creare uno dei principali player multiramo in Europa.
Responsabilità civile, salute e nuovi diritti

Una novità normativa di grande impatto è l'introduzione dell'obbligo assicurativo per colpa grave per chi gestisce risorse pubbliche, con il coinvolgimento diretto delle compagnie nei giudizi contabili. In ambito sociale e sanitario, il 2026 vede la piena operatività del diritto all'oblio oncologico, che vieta alle imprese di richiedere informazioni su patologie pregresse dopo dieci anni dalla guarigione, eliminando discriminazioni nell'accesso alle polizze vita e salute.
Resilienza climatica e rischio Cyber

Il cambiamento climatico sta modificando le scelte produttive delle imprese, spingendo verso tecnologie resilienti per compensare l'aumento dei premi delle polizze ambientali. Parallelamente, la consapevolezza del rischio cyber è ormai consolidata: oltre la metà degli italiani (54,3%) ritiene fondamentale assicurarsi contro gli attacchi informatici, un mercato in forte espansione dato che l'Italia è diventata bersaglio di oltre il 10% degli attacchi gravi globali.​‍‍‍‍‍

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Rischio Italia: l’urgenza della protezione contro le catastrofi naturali

Nel suo recente approfondimento, Salvatore Infantino mette in luce la vulnerabilità del sistema produttivo italiano di fronte agli eventi estremi, ricordando che l'Italia è uno dei paesi europei più esposti a terremoti, alluvioni e frane. Nonostante l’introduzione dell'obbligo assicurativo per le imprese contro le calamità naturali (previsto dalla Legge di Bilancio), i dati mostrano ancora un significativo gap di protezione, specialmente tra le PMI. L'analisi sottolinea come l'assicurazione non debba essere percepita solo come un costo normativo, ma come un pilastro fondamentale del risk management per garantire la continuità operativa: investire in prevenzione e trasferire il rischio al mercato assicurativo è l'unica strategia sostenibile per evitare che un singolo evento catastrofale possa azzerare decenni di attività imprenditoriale.

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RC Auto: prezzi sempre più diversi e divari territoriali in crescita

L'analisi di Salvatore Infantino mette in luce una frammentazione senza precedenti nel mercato della RC Auto, dove la forbice dei prezzi si sta allargando drasticamente. Nonostante un aumento medio nazionale dei premi, i dati evidenziano differenze tariffarie profonde basate non solo sulla classe di merito, ma soprattutto sulla residenza dell'assicurato: in alcune province del Sud, i costi possono risultare quasi il doppio rispetto alla media nazionale. Questo fenomeno di "personalizzazione estrema" del rischio, spinto da algoritmi sempre più complessi, solleva interrogativi sull'accessibilità della protezione assicurativa in determinate aree del Paese. La sfida per il settore nel 2026 sarà bilanciare la sostenibilità tecnica delle compagnie con l'equità sociale, evitando che intere categorie di automobilisti vengano penalizzate da un mercato sempre più selettivo e polarizzato.

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IA Generativa: l’adozione tra gli assicuratori europei è rapida ma prudente

Un recente sondaggio dell’EIOPA, condotto su 347 imprese in 25 paesi, rivela che l’Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) è già una realtà per il 65% degli assicuratori europei, mentre un ulteriore 23% prevede di implementarla a breve. Nonostante la diffusione capillare, prevale un approccio cauto: la maggior parte dei progetti (64%) è focalizzata su funzioni interne e back-office, come l’analisi dei dati, la sintesi di documenti legali e il supporto alla programmazione, lasciando le applicazioni rivolte direttamente ai clienti (chatbot e voicebot) ancora in una fase sperimentale. Sebbene l’efficienza e la riduzione dei costi siano i principali motori dell’investimento, le compagnie segnalano sfide significative legate alla governance dei dati, alle "allucinazioni" dei modelli e alla conformità normativa (AI Act). Per l'autorità di vigilanza, la sfida del 2026 sarà monitorare questo passaggio dai progetti pilota alla scala industriale, garantendo che l’automazione non comprometta la tutela del consumatore e la spiegabilità delle decisioni algoritmiche.

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Spegnere il rischio incendio con la tecnologia: la sfida della sostenibilità 

Dopo un 2025 segnato da roghi devastanti in California con perdite per 250 miliardi di dollari, il settore assicurativo sta adottando modelli predittivi basati sull'intelligenza artificiale e immagini satellitari per rendere nuovamente sostenibili le coperture nei territori più esposti. L'approccio sta evolvendo da una semplice esclusione dei rischi a una prevenzione attiva: le compagnie non si limitano più a negare i rinnovi, ma utilizzano la tecnologia per valutare la resilienza delle singole proprietà e incentivare misure di mitigazione specifiche. Questo passaggio verso l'insurtech applicato al rischio climatico mira a stabilizzare un mercato messo a dura prova dall'aumento della frequenza e dell'intensità degli incendi, offrendo soluzioni che integrano interventi pubblici e modelli di calcolo avanzati per garantire la protezione finanziaria delle aree colpite.​

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Dalla teoria alla pratica: l’IA plasma il futuro delle assicurazioni

Il 2026 segna il passaggio definitivo dell'intelligenza artificiale da una fase di sperimentazione a una di piena operatività, diventando il motore principale della trasformazione digitale nel comparto. L'adozione su larga scala della GenAI sta rivoluzionando processi chiave come l'underwriting e la gestione dei sinistri, permettendo alle compagnie di analizzare rischi complessi in tempo reale e di offrire una personalizzazione estrema dei prodotti. Nonostante l'entusiasmo per l'efficienza operativa e la riduzione dei costi, l'industria mantiene un approccio vigile sulla governance dei dati e sulla conformità all'AI Act, bilanciando l'automazione dei processi interni con la necessità di preservare il tocco umano nelle interazioni ad alto valore aggiunto. La sfida futura risiede nella capacità di scalare queste tecnologie per migliorare non solo la produttività, ma anche la trasparenza e la fiducia dei consumatori verso decisioni sempre più guidate dagli algoritmi.

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I labili confini dell’assicurazione digitale: verso un ecosistema integrato

Il confine tra assicurazione tradizionale e mondo digitale si sta dissolvendo, lasciando spazio a un modello di protezione "embedded" e invisibile. L'analisi evidenzia come le polizze non siano più prodotti isolati, ma componenti integrate in ecosistemi più ampi — dalla mobilità alla domotica — dove il dato raccolto in tempo reale permette di passare dal risarcimento del danno alla sua prevenzione attiva. Questa trasformazione sposta il focus delle compagnie dalla semplice vendita di un contratto alla fornitura di servizi a valore aggiunto, rendendo l'esperienza utente fluida e contestuale. Tuttavia, l'espansione dei confini digitali pone sfide cruciali sulla proprietà dei dati e sulla capacità degli operatori storici di competere con i nuovi player tecnologici, richiedendo una revisione profonda non solo dei processi distributivi, ma della stessa identità dell'assicuratore nel 2026.

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Gruppi Agenti: le sfide della rappresentanza tra aggregazioni e nuovi modelli 

Il 2026 si prospetta come un anno di profonda trasformazione per i Gruppi Agenti, chiamati a ridefinire il proprio ruolo in un mercato sempre più concentrato. L'analisi evidenzia come la spinta verso le aggregazioni e le fusioni tra rappresentanze aziendali stia diventando una necessità strategica per mantenere un peso contrattuale significativo di fronte a compagnie sempre più grandi e digitalizzate. Al centro dell'agenda dei Gruppi restano temi caldi come la proprietà dei dati, la gestione delle provvigioni in contesti di vendita omnicanale e la necessità di supportare gli associati nella transizione verso modelli di agenzia più strutturati e imprenditoriali. La sfida principale sarà quella di trasformarsi da semplici organi di tutela sindacale in veri e propri partner strategici, capaci di negoziare non solo condizioni economiche, ma anche l'integrazione di tecnologie avanzate che permettano all'agente di restare il fulcro della relazione con il cliente in un ecosistema sempre più ibrido.​

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Caso Miteni: le lezioni di una sentenza storica sul danno ambientale

La recente sentenza della Corte d’Assise di Vicenza sul caso Miteni segna uno spartiacque nella giurisprudenza ambientale italiana, condannando i vertici dell'azienda per il reato di avvelenamento delle acque causato dalla dispersione di sostanze PFAS. La decisione sottolinea come la responsabilità non possa essere limitata a una gestione superficiale delle emergenze, ma debba estendersi alla mancata prevenzione e all'omessa bonifica di siti già compromessi. Per il settore assicurativo, il caso evidenzia l'estrema complessità dei danni lungolatenti e la necessità di modelli di sottoscrizione più rigorosi per i rischi chimici e industriali. La sentenza ricorda alle imprese che la sostenibilità non è solo un obbligo normativo, ma un fattore critico di risk management: l'assenza di investimenti in tecnologie di contenimento e il ritardo nelle segnalazioni alle autorità possono tradursi in
sanzioni penali e risarcimenti civili senza precedenti, rendendo di fatto "non assicurabili" i comportamenti che ignorano l'impatto ambientale di lungo periodo.

​‍‍‍‍‍‍‍‍‍‍‍Leggi la notizia (Eiopa)

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Ora anche ChatGPT ti assicura: la prima app assicurativa su OpenAI

L'intelligenza artificiale generativa compie un passo decisivo verso la distribuzione diretta con il lancio della prima applicazione assicurativa approvata su ChatGPT. Sviluppata dall'insurtech spagnola Tuio su infrastruttura WaniWani, l'app permette agli utenti di interagire in linguaggio naturale per ottenere preventivi personalizzati sulla polizza casa e, a breve, di completare l'acquisto direttamente nella conversazione. A differenza delle precedenti versioni che fornivano risposte generiche, questa integrazione sfrutta gli "AI agent" per processare dati reali e intenzioni d'acquisto in tempo reale. Per il settore, l'iniziativa apre un nuovo canale di vendita su una piattaforma utilizzata da centinaia di milioni di persone, trasformando ChatGPT da semplice assistente informativo a vero e proprio intermediario digitale capace di gestire l'intero ciclo di quotazione.

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EIOPA: nuove linee guida per integrare la prevenzione NatCat in Solvency II

L'EIOPA ha avviato una consultazione pubblica per definire come le misure di adattamento ai cambiamenti climatici possano essere riconosciute nel calcolo dei requisiti patrimoniali sotto Solvency II. L'obiettivo è incentivare gli assicuratori a premiare i clienti che investono in prevenzione (come barriere anti-alluvione o tetti resistenti alla grandine) attraverso una riduzione dei premi, riflettendo tale minor rischio nel Modello Standard per le catastrofi naturali. Secondo l'Autorità europea, questa "sottoscrizione basata sull'adattamento" è fondamentale per mantenere l'assicurabilità dei territori e ridurre il protection gap globale. La proposta mira a standardizzare i criteri con cui le compagnie valutano l'efficacia delle misure di mitigazione, assicurando che i benefici prudenziali siano basati su prove tecniche solide e contribuiscano attivamente alla resilienza climatica dell'intera Unione Europea.

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Comparto Salute: un mercato in forte crescita ma sempre più concentrato

La recente sentenza della Corte d’Assise di Vicenza sul caso Miteni segna uno spartiacque nella giurisprudenza ambientale italiana, condannando i vertici dell'azienda per il reato di avvelenamento delle acque causato dalla dispersione di sostanze PFAS. La decisione sottolinea come la responsabilità non possa essere limitata a una gestione superficiale delle emergenze, ma debba estendersi alla mancata prevenzione e all'omessa bonifica di siti già compromessi. Per il settore assicurativo, il caso evidenzia l'estrema complessità dei danni lungolatenti e la necessità di modelli di sottoscrizione più rigorosi per i rischi chimici e industriali. La sentenza ricorda alle imprese che la sostenibilità non è solo un obbligo normativo, ma un fattore critico di risk management: l'assenza di investimenti in tecnologie di contenimento e il ritardo nelle segnalazioni alle autorità possono tradursi in
sanzioni penali e risarcimenti civili senza precedenti, rendendo di fatto "non assicurabili" i comportamenti che ignorano l'impatto ambientale di lungo periodo.

​‍‍‍‍‍‍‍‍‍‍‍Leggi la notizia (Eiopa)

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Assicurazione parametrica: la nuova frontiera contro il rischio climatico

Il mercato delle assicurazioni parametriche sta vivendo una crescita senza precedenti, spinto dall'urgenza di rispondere a eventi climatici estremi sempre più frequenti. A differenza delle polizze tradizionali, questo modello non si basa sulla perizia del danno fisico, ma sul superamento di un indice oggettivo prestabilito (come la velocità del vento o il millimetraggio di pioggia), garantendo indennizzi quasi immediati e riducendo drasticamente i costi amministrativi. Grazie all'integrazione di dati satellitari, sensori IoT e algoritmi avanzati, la parametrica sta diventando uno strumento essenziale per colmare il protection gap in settori critici come l'agricoltura, l'energia e il turismo. La sfida per il 2026
sarà l'affinamento dei modelli per ridurre il "rischio di base" — ovvero la discrepanza tra l'indennizzo calcolato e il danno reale subito — rendendo queste soluzioni non più solo una nicchia per grandi corporate, ma una protezione accessibile anche per le PMI e i privati.

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Crans-Montana, quando il rischio diventa tragedia

La tragedia avvenuta a Crans-Montana, dove una valanga ha travolto una pista da sci provocando vittime, ha riaperto con forza il dibattito sulla prevedibilità del rischio e sulla responsabilità civile e penale dei gestori degli impianti. La sentenza analizzata nell'articolo sottolinea come il dovere di messa in sicurezza non possa essere considerato assolto da una valutazione generica del pericolo, ma richieda un monitoraggio costante e l'adozione di misure preventive rigorose, specialmente in contesti climatici instabili. Per il settore assicurativo, il caso rappresenta un monito sulla complessità della liquidazione dei danni in eventi catastrofali e sulla necessità di polizze di Responsabilità Civile Terzi (RCT) con massimali adeguati e definizioni chiare delle esclusioni. La lezione di Crans-Montana è che la gestione del rischio in alta quota non ammette sottovalutazioni: l'incertezza climatica del 2026 impone agli operatori del turismo invernale standard di sicurezza sempre più elevati per evitare che l'imprevisto si trasformi in una catena di responsabilità legali ed economiche insostenibili

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L’IA porterà alla disintermediazione? Una sfida di valore per l’agente

Il post di Salvatore Infantino affronta uno dei timori più diffusi nel settore: il rischio che l'intelligenza artificiale possa sostituire la figura dell'intermediario umano. L'analisi suggerisce che, sebbene l'IA automatizzerà i processi più ripetitivi e le vendite transazionali (polizze semplici e standardizzate), la vera disintermediazione colpirà solo chi non saprà evolvere. Il futuro non appartiene a una sostituzione totale, ma a una polarizzazione: da un lato la velocità del digitale per il "fai da te", dall'altro la consulenza ad alto valore aggiunto dove l'empatia, la gestione della complessità e la fiducia restano insostituibili. Per l'agente del 2026, la sfida non è combattere la tecnologia, ma usarla per liberare tempo da dedicare alla relazione profonda con il cliente, trasformandosi da semplice "venditore di polizze" a risk manager strategico della famiglia e dell'impresa.

​‍‍‍‍‍‍‍‍‍‍‍Leggi la notizia (Salvatore Infantino LinkedIn)

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AI contro intermediazione: il primo vero stress test per i broker

L'avvento dell'intelligenza artificiale generativa rappresenta per i broker assicurativi una sfida esistenziale, configurandosi come un vero e proprio "stress test" per la tenuta del loro modello di business. L'articolo evidenzia come l'automazione stia erodendo i margini nelle attività a basso valore aggiunto, spingendo la categoria verso una biforcazione netta: soccombere alla disintermediazione digitale o evolvere verso una consulenza altamente specializzata. Per i broker del 2026, la tecnologia non deve essere vista come un sostituto, ma come un acceleratore per gestire la complessità dei rischi emergenti e migliorare l'efficienza operativa. La sopravvivenza professionale dipenderà dalla capacità di integrare gli strumenti di IA per potenziare l'analisi dei dati, mantenendo però ferma quella capacità di giudizio e di relazione che le macchine non possono ancora replicare, trasformando così una minaccia tecnologica in un'opportunità di riposizionamento strategico sul mercato.

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AV (Autonomous Vehicles), tra standard normativi e sfide per il futuro

Mentre in Asia e negli Stati Uniti i veicoli senza conducente sono già una realtà consolidata, in Europa il percorso verso una diffusione su larga scala appare più complesso a causa di standard normativi decisamente più elevati. Sascha Meyer, CEO di MOIA, sottolinea come la definizione di tempistiche
precise per lo sviluppo del settore nel Vecchio Continente rimanga incerta, data la natura tortuosa del quadro regolatorio. Per il comparto assicurativo, la sfida principale risiede nella transizione della responsabilità dal conducente al produttore del software e dell'hardware, richiedendo un'evoluzione radicale dei modelli di rischio e delle polizze tradizionali. L'integrazione degli AV richiederà non solo una maturazione tecnologica, ma anche la capacità del sistema normativo e assicurativo di adattarsi a una mobilità dove l'errore umano viene sostituito da variabili algoritmiche e di sistema.

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Report Aon: il 2025 segna il sesto anno sopra i 100 miliardi di perdite assicurate

L'ultimo Climate and Catastrophe Insight di Aon rivela che il 2025 ha registrato perdite economiche globali per 260 miliardi di dollari, il livello più basso dal 2015, ma con un dato preoccupante per il settore: i risarcimenti assicurativi sono rimasti elevati a 127 miliardi di dollari, segnando il sesto anno consecutivo sopra la soglia dei 100 miliardi. Una svolta storica riguarda le tempeste convettive severe (SCS), che nel 2026 sono ufficialmente diventate il rischio più costoso del XXI secolo, superando i cicloni tropicali grazie a una frequenza incessante di eventi di media entità. Il protection gap globale è sceso al 51%, il minimo storico, principalmente a causa della concentrazione dei sinistri negli Stati Uniti (81% delle perdite assicurate), dove la penetrazione delle polizze è maggiore. Tra gli eventi più devastanti spiccano gli incendi boschivi in California all'inizio del 2025, che con 41 miliardi di dollari di perdite assicurate sono diventati i più costosi di sempre per la categoria, evidenziando l'urgenza di investire in resilienza fisica e finanziaria e in modelli di analisi predittiva più sofisticati per mantenere l'assicurabilità dei territori.

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Massimale e somma assicurata nelle polizze infortuni: distinzioni e calcolo

L'analisi tecnica chiarisce la distinzione fondamentale tra massimale e somma assicurata nell'ambito delle polizze infortuni, evidenziando come la corretta determinazione di questi valori sia essenziale per l'adeguatezza della copertura. Mentre il massimale rappresenta il limite massimo dell'esborso della compagnia, la somma assicurata costituisce il valore di riferimento su cui viene applicata la percentuale di invalidità permanente per determinare l'indennizzo spettante. L'articolo approfondisce inoltre il calcolo delle tabelle di liquidazione e l'importanza delle clausole di franchigia, che possono variare sensibilmente la prestazione finale. Una sottovalutazione della somma assicurata rischia di rendere il risarcimento insufficiente a coprire le reali necessità di assistenza e perdita di reddito derivanti da infortuni gravi, rendendo la consulenza preventiva un passaggio cruciale per garantire una protezione finanziaria coerente con il tenore di vita dell'assicurato.

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Assicurazioni e cliniche private: verso l’integrazione verticale 

Il rapporto tra mondo assicurativo e sanità in Italia sta vivendo una svolta epocale, passando dalla logica del semplice rimborso spese a quella dell'integrazione verticale. Le compagnie non si limitano più a gestire polizze, ma diventano erogatori diretti di cure attraverso l’acquisizione di cliniche private, centri diagnostici e lo sviluppo di reti sanitarie proprietarie. Questo modello di "ecosistema salute" mira a rispondere alle inefficienze del Servizio Sanitario Nazionale, offrendo agli assicurati accessi rapidi alle prestazioni e, contemporaneamente, permettendo alle compagnie un controllo diretto sui costi e sulla qualità del servizio. La sfida per il 2026 risiede nella capacità di bilanciare la massimizzazione dell'efficienza operativa con la personalizzazione dei percorsi di cura, trasformando l'assicurazione in un vero e proprio partner per la salute globale dell'individuo, capace di integrare prevenzione, diagnosi e assistenza in un unico flusso digitale e fisico.​

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