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1. 1492 e oltre: nuova geografia, nuovi rischi, nuova assicurazione
 

Con la scoperta dell’America nel 1492 da parte di Cristoforo Colombo, l’Europa entrò in una fase di espansione globale che ampliò enormemente il raggio dei commerci marittimi. Le navi dovevano percorrere rotte più lunghe, affrontare oceani sconosciuti, tempeste impreviste, pirateria e altri rischi. Questo nuovo scenario impose una revisione dei concetti tradizionali di rischio, perdita e protezione economica.


Nei secoli successivi, l’assicurazione marittima si diffuse parallelamente al commercio transoceanico. I mercanti dovevano proteggere carichi costosi, spesso con merci preziose come spezie, oro, argento e altre materie prime del Nuovo Mondo. Le polizze assicurative divennero strumenti essenziali per finanziare viaggi rischiosi, consentendo agli investitori di partecipare a spedizioni senza essere esposti a perdite totali.


Le pratiche italiane del XIV e XV secolo hanno ispirato il modello di assicurazione anche nei mercati emergenti delle potenze coloniali. Secondo gli storici, i contratti marittimi italiani e le abitudini del Law Merchant furono adottati e adattati in Spagna, in Portogallo e nei Paesi Bassi.

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Un contributo decisivo arrivò dal giurista veneziano Benvenuto Stracca, che nel 1553 pubblicò il Tractatus de mercatura, uno dei primi testi organici sul diritto commerciale e marittimo. Stracca dedicò ampio spazio all’assicurazione, conferendole dignità giuridica e tracciando linee guida che avrebbero influenzato secoli di pratica mercantile. Una copia di quest’opera è oggi conservata ed esposta al MUDA.

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L’espansione ultramarina creò anche nuove sfide assicurative: come distinguere i danni naturali da quelli umani? Come dividere i rischi tra più soggetti? Le compagnie emergenti, i broker e i porti commerciali adattarono clausole e modalità di pagamento. Nel Cinquecento, ad Anversa si conservano migliaia di polizze marine che mostrano come il mercato si fosse ormai consolidato nei grandi centri commerciali europei.La conquista delle Americhe trasformò così l’assicurazione da pratica locale a infrastruttura globale del commercio. Gestire il rischio divenne un pilastro della finanza internazionale, accompagnando la nascita dell’economia moderna.

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APPROFONDIMENTI:

  • Alessandro Mordenti, I giuristi e la nascita del mondo moderno : Benvenuto Stracca anconitano, [Senigallia], 1966

  • Dominique Gaurier, Traité très illustre jurisconsulte Benevenuto Straccha, patrice d'Ancône, sur les marins, les navires et la navigation, Nantes, 2009

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Cristoforo Colombo (1451-1506) fu un navigatore della città di Genova al servizio dei Re di Spagna. Con il suo viaggio del 1492 raggiunse il continente americano, aprendo la strada all’espansione europea oltreoceano. E’ ricordato come esploratore che mutò la geografia del mondo, ma anche come protagonista di un processo che portò a profonde trasformazioni, conflitti e conseguenze per i popoli indigeni.

Il navigatore che cambiò la storia
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Benvenuto Stracca (1509-1578), nato e vissuto ad Ancona, fu giurista, docente e figura di rilievo nella vita pubblica cittadina. Proveniente da una famiglia di notai, ricoprì incarichi come avvocato e consigliere comunale, contribuendo alla gestione politica ed economica della città. Uomo di vasta cultura, intrecciò la pratica giuridica con l’impegno civile, divenendo punto di riferimento per mercanti e istituzioni del suo tempo.

Benvenuto Stracca, tra diritto e vita pubblica

2. La Riforma protestante e le sue conseguenze sull’assicurazione
 

La Riforma protestante, avviata da Martin Lutero nel 1517 con la pubblicazione delle 95 tesi a Wittenberg, non fu solo un evento religioso, ma un momento di svolta per la società e l’economia europea.

La rottura con la Chiesa di Roma e la nascita di comunità riformate diffusero nuove idee sul rapporto tra fede, lavoro, denaro e responsabilità individuale.


Il pensiero protestante, in particolare nella sua declinazione calvinista, sviluppò un’etica del lavoro e della gestione delle risorse che ebbe effetti diretti sulle pratiche economiche. L’accento sulla disciplina, sulla parsimonia e sulla razionalizzazione delle attività favorì lo sviluppo di un’economia moderna e di strumenti per affrontare l’incertezza, tra cui l’assicurazione. Max Weber, nel suo celebre L’etica protestante e lo spirito del capitalismo (1905), sottolineò come il nuovo atteggiamento religioso contribuì a legittimare l’attività economica come parte integrante della vita morale e sociale.

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Nei paesi protestanti, in particolare nelle Province Unite e in Inghilterra, l’assicurazione conobbe una rapida crescita a partire dal XVI e XVII secolo. Ad Amsterdam, uno dei maggiori centri commerciali dell’epoca, fiorirono compagnie e broker specializzati, mentre a Londra, grazie anche alla tolleranza verso i mercanti stranieri, nacquero spazi come i Lloyd’s, destinati a diventare simbolo del settore.

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La Riforma contribuì anche a modificare la percezione stessa del rischio. Se nel mondo medievale eventi come tempeste o naufragi erano interpretati soprattutto come volontà divina, con la nuova mentalità si diffuse una visione più razionale: il rischio poteva essere calcolato, condiviso e gestito con strumenti contrattuali.
In questo modo, la Riforma protestante non incise soltanto sulla religione, ma accelerò il processo che avrebbe reso l’assicurazione una delle colonne portanti del commercio e della finanza europea.

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APPROFONDIMENTI:

  • Sabine Go, Marine insurance in the Netherlands, 1600-1870 : a comparative institutional approach, Amsterdam, 2009

  • Jonathan Mantle, For whom the bell tolls : the lesson of Lloyd's of London, London, c1992

  • Giovanni Ceccarelli, Stime senza probabilità : assicurazione e rischio nella Firenze rinascimentale, Bologna, 2010

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Martin Lutero (1483-1546) fu un monaco agostiniano, teologo e riformatore tedesco. Nato a Eisleben, studiò a Erfurt e divenne professore a Wittenberg. Nel 1517 affisse le 95 tesi contro le indulgenze, dando avvio alla Riforma protestante. Tradusse la Bibbia in tedesco, rendendola accessibile al popolo, e difese l’idea della fede come unica via di salvezza. La sua vita segnò una svolta religiosa, culturale e politica per l’Europa.

Martin Lutero, il riformatore di Wittenberg.
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Max Weber (1864-1920) fu un sociologo, economista e filosofo tedesco, tra i padri delle scienze sociali moderne. Nato a Erfurt in una famiglia colta e impegnata politicamente, studiò diritto ed economia. Professore universitario, sviluppò analisi sulla burocrazia, il potere e l’etica del lavoro. La sua opera più nota, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, indagò il rapporto tra religione ed economia, lasciando un segno profondo nel pensiero moderno.

Max Weber, padre delle scienze sociali moderne.
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3. Prime borse e mercati finanziari moderni nel Cinquecento: un terreno fertile per l’assicurazione.
 

Nel Cinquecento, la struttura economica europea cambiò profondamente grazie alla crescita dei centri commerciali e finanziari. Una delle innovazioni più significative fu la nascita delle borse (o mercati organizzati) dove mercanti, banchieri e operatori finanziari si incontravano per negoziare merci, credito e strumenti finanziari.

 

Ad Anversa, per esempio, la borsa fu costruita nel 1531 come primo edificio destinato specificamente a scambi commerciali (commodity exchange).

In quel contesto, la pratica dell’assicurazione marittima cominciò a prendere piede come elemento essenziale per proteggere i commerci oltre confine. A metà Cinquecento, Anversa divenne un importante mercato per l’assicurazione marittima: gli importatori e esportatori che

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operavano tramite la borsa cominciarono a sottoscrivere polizze per coprire rischi di perdita,

danni o pirateria.

 

Il passaggio italiano delle pratiche assicurative del XIV e XV secolo, da città come Genova e Firenze, contribuì a questo trasferimento culturale e commerciale verso le fiandre e le regioni del Nord Europa. In particolare, studi mostrano che il mercato assicurativo genovese fu sviluppato in modo significativo nel XVI secolo attraverso la redazione sistematica di polizze presso registri fiscali e commerciali.

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I mercanti-finanzieri del Seicento non erano solo commercianti di merci ma agivano anche da intermediari finanziari e assicurativi: combinavano il capitale, il credito e la copertura dei rischi per guidare spedizioni lunghe e complesse. In luoghi come Londra, le consuetudini assicurative che si sviluppavano nei mercati delle Fiandre influenzarono l’adozione di polizze marittime anche in Inghilterra. 

Così, la relazione tra la nascita delle borse e l’assicurazione nel Cinquecento è chiara: con la nascita di spazi organizzati per il commercio, nacque la necessità di strumenti per proteggere gli investimenti. I primi mercati moderni non solo facilitarono gli scambi, ma alimentarono anche lo sviluppo di contratti assicurativi formalizzati, contribuendo a fare dell’assicurazione una componente imprescindibile del commercio internazionale.

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APPROFONDIMENTI:

  • Carlo Cipolla, Un documento per la storia dei mercanti "lombardi" a Londra, Torino, 1893

  • Jacques Heers, Genova nel Quattrocento : civiltà mediterranea, grande capitalismo e capitalismo popolare, Milano, 1984

  • Gian Giacomo Musso, Navigazione e commercio genovese con il Levante nei documenti dell'archivio di stato di Genova : secc. 14.-15, Roma, 1975

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Nel Cinquecento, la Borsa era spesso un edificio porticato o una piazza coperta, situata al centro della città. Qui si riunivano mercanti, cambiavalute e banchieri per trattare affari, scambiare merci, fissare prezzi e discutere contratti.

 

Non esistevano listini ufficiali: le trattative avvenivano a voce, tra gruppi ristretti. L’ambiente era animato, fluido, con regole locali e orari stabiliti dalle autorità cittadine.

La prima casa degli scambi
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4. Dal mare alla stalla: le prime tutele assicurative per il bestiame
 

Nel Cinquecento, mentre le città mercantili d’Europa sviluppavano strumenti sofisticati per assicurare le merci via mare, nelle campagne e nei mercati rurali cominciavano a diffondersi forme rudimentali di assicurazione sul bestiame.

 

In contesti dove gli animali rappresentavano il principale capitale economico di agricoltori e allevatori, la perdita improvvisa di buoi, cavalli o pecore a causa di malattie, furti o incidenti poteva compromettere intere stagioni produttive.

La tutela del bestiame avveniva inizialmente in modo comunitario: attraverso accordi verbali, forme mutualistiche locali o cooperative tra agricoltori. In alcune aree della Germania e dei Paesi Bassi, già nel XVI secolo si trovano riferimenti a registri di “protezione del bestiame” e raccolte di denaro tra contadini per coprire perdite individuali.

 

A poco a poco, questi accordi si strutturarono in vere forme protocontrattuali, in cui si stabiliva il numero di animali assicurati, il tipo di evento coperto (malattia, morte, furto), e le modalità di rimborso.

 

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Anche se ancora lontane dai moderni modelli assicurativi, queste pratiche anticipano i concetti di mutualità e gestione del rischio. Alcuni studiosi (come quelli documentati al MUDA Museo dell’Assicurazione) citano documenti del tardo Cinquecento che attestano esperimenti di assicurazione zootecnica legata a fiere, trasporti e grandi allevamenti.

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Queste forme, nate dal bisogno di sicurezza in un’economia agricola fragile, sono un tassello importante per comprendere come l’assicurazione si sia adattata ai diversi contesti storici, evolvendo dal mare alle campagne.

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APPROFONDIMENTI:

  • Cesare Maria Moschetti, La clausola assicurativa marittima di "correre tutti i rischi possibili" e la risarcibilità del lucro cessante nella giurisprudenza dei tribunali italiani del 17. Secolo in Studi in memoria di Giovanni Cassandro. - v. 2 (1991), P. 726-746.

  • Bertoni, Come si costituisce e funziona una società di mutua assicurazione del bestiame bovino, Casale, 1911

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Nel Cinquecento, alcuni animali erano considerati estremamente preziosi per il loro valore economico e simbolico. I cavalli da guerra e da parata erano tra i più ricercati, allevati con cura da nobili e soldati.

 

Anche i buoi, fondamentali per l’aratura e il trasporto, e i muli, ideali per lunghi viaggi, erano molto apprezzati. Il bestiame rappresentava una ricchezza concreta, segno di prestigio e risorsa indispensabile per l’agricoltura e i commerci.

Il valore del bestiame nel Cinquecento
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